Balsami e Ungenti: l’odore degli dèi
Balsami e Ungenti: l’odore degli dèi (Quando il profumo era ponte tra umano e divino) Nell’antichità il profumo non era un dettaglio ornamentale, ma una sostanza capace di mettere in contatto uomini e dèi. Le fonti ricordano che la presenza o il passaggio delle divinità tra i mortali si rivelava attraverso un odore soave e persistente, che continuava a diffondersi anche dopo la loro partenza. Era il segno del divino: invisibile, ma percepibile con i sensi. Per questo, nei sacrifici, non erano le carni a nutrire gli dèi, ma il fumo odoroso che saliva dagli altari. La stessa parola “profumo” deriva dal latino per fumum, “attraverso il fumo”: designava l’aroma sprigionato dalla combustione di resine ed erbe aromatiche nelle pratiche rituali. Gli dèi ricevevano ciò che era impalpabile: il fumo e le fragranze delle parti bruciate sull’altare. Gli uomini, invece, consumavano la carne, in un banchetto che rinsaldava la comunità. Anche il verbo “sacrificare” custodisce questa duplice log...