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Visualizzazione dei post da 2025

Balsami e Ungenti: l’odore degli dèi

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  Balsami e Ungenti: l’odore degli dèi (Quando il profumo era ponte tra umano e divino) Nell’antichità il profumo non era un dettaglio ornamentale, ma una sostanza capace di mettere in contatto uomini e dèi. Le fonti ricordano che la presenza o il passaggio delle divinità tra i mortali si rivelava attraverso un odore soave e persistente, che continuava a diffondersi anche dopo la loro partenza. Era il segno del divino: invisibile, ma percepibile con i sensi. Per questo, nei sacrifici, non erano le carni a nutrire gli dèi, ma il fumo odoroso che saliva dagli altari. La stessa parola “profumo” deriva dal latino per fumum, “attraverso il fumo”: designava l’aroma sprigionato dalla combustione di resine ed erbe aromatiche nelle pratiche rituali. Gli dèi ricevevano ciò che era impalpabile: il fumo e le fragranze delle parti bruciate sull’altare. Gli uomini, invece, consumavano la carne, in un banchetto che rinsaldava la comunità. Anche il verbo “sacrificare” custodisce questa duplice log...

Matriarcato? Gilany? Ginarchia? Matristico? i molti nomi proposti

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in questo articolo Max Dashu affronta il tema del nome da dare al matriarcato: gilania? matrice? ecco le sue spiegazioni per avere la traduzione schiedete al browser di tradurlo (con chome tramite i 3 puntini in alto a destra) Max Dashu  ha fondato gli Archivi delle Storie Soppresse nel 1970 per ricercare e documentare la storia delle donne a livello globale. Ha raccolto una collezione di 15.000 diapositive e 30.000 immagini digitali e ha creato 150 presentazioni sul patrimonio culturale femminile nel corso del tempo. Il lavoro di Dashu colma il divario tra il mondo accademico e l'istruzione di base. Mette in primo piano le donne indigene trascurate dalle storie standard e mette in luce le sfere di potere femminili conservate persino in alcune società patriarcali. Dashu è nota a livello internazionale per la sua competenza sull'antica iconografia femminile nell'archeologia mondiale; sulle sfere di potere femminili e sulle matriculture; sui patriarcati e sui sistemi di domin...

le Dee

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di Lydia R uyle

Una visione del futuro matriarcale di Heide Goettner Abendroth

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di Heide Goettner Abendroth   Vorrei iniziare ponendo la domanda: perché abbiamo bisogno di visioni e di processi di “visioning”? A prima vista, potrebbe sembrare qualcosa di poco serio, un semplice esercizio di fantasia scollegato dalla realtà. Eppure, in realtà, tutti noi immaginiamo costantemente il futuro: lo chiamiamo spesso “fare progetti” o “pianificare”, cioè prevedere ciò che desideriamo realizzare. Le visioni sono la versione più complessa di questa attitudine. Possono essere molto articolate, raggiungendo livelli di grande complessità quando arrivano a comprendere un intero sistema sociale. Non si tratta però di dogmi, bensì di costruzioni intellettuali dinamiche, che si trasformano ed evolvono man mano che i loro contenuti prendono forma e si fanno concreti. Così, le visioni intrattengono un rapporto stretto con la realtà, fungendo da linee guida per le azioni future. Senza visioni, la politica rischia di diventare un insieme di azioni senza direzione, destinate a framm...